Il Tennis Tavolo nel Sol Levante Stampa E-mail
Scritto da manteman   
mercoledì 28 marzo 2007
Indice articoli
Il Tennis Tavolo nel Sol Levante
Capire gli Avversari
Il Rispetto
Il Servizio troppo Complesso
Il primo torneo e la Meritocrazia
I Difetti del Giappone
Malesian Open 2003

Ho vissuto dal 1996 al 1999 a Kyoto in Giappone.

Li ho avuto modo di comprendere quale è il giusto atteggiamento e il rispetto di veri professionisti della racchetta.

L'inizio è stato intenso e preoccupante:

  • 8 tavoli fissi con aria condizionata e cesto di palline nittaku 3 stelle(200 circa)
  • Allenamento dalle 13.30 alle 19.30 30 minuti di stretching e risveglio muscolare.
  • 2 ore di allenamento al tavolo
  • 1 ora di pausa
  • 2 ore di allenamento al tavolo30 minuti di esercizio fisico (a rotazione pesi, corsa, robot, massaggi)

Il mio arrivo in giappone è stato alquanto traumatico, la squadra era cosi composta:

  • Wang Yonggan (numero 16 del mondo) - Puntino Corto a Penna
  • Masuda Hidefumi (numero 160 del mondo) - Legno AllRound e due MarkV
  • Andoh Masakatsu (numero 180 del mondo) Telaio OFF- con due Sriver
  • Akira Takashi (190 del mondo) - Telaio OFF e Bryce
  • Kobayashi - Mancino con Sriver a Penna su Telaio Veloce
  • Otsu - Puntino Corto a Penna
  • Nakano - Puntino Corto sul Dritto e Sriver sul Rovescio
  • Fujioka - MarkV e legno AllRound

Inutile dire che io ero il numero 9 della squadra di 9 giocatori!

Perchè ho indicato le loro gomme? Perchè il primo insegnamento che ho ottenuto è di controllare la racchetta dell'avversario che dà molte indicazioni iniziali sulla tipologia di giocatore che si ha di fronte. Infatti ad esempio osservando le gomme e il telaio di MASUDA si poteva dedurre che era un giocatore di gran controllo con un top spin molto carico di effetto. AKIRA era un giocatore molto potente e dedito all'attacco a tutti i costi e cosi via. E' logico che questo non sia la norma ma sicuramente è un punto di partenza. Tutti i giocatori avevano comunque delle caratteristiche tecniche molto diverse l'un l'altro e tutti si allenavano a rotazione con tutti.

Capitava quindi spesso che io giocassi con il numero 16 del mondo e quindi facevo allenamenti molto sulla rapidità. Uno schema che era frequente era la farfalla, il cinese "schiacciava" lungo linea e io toppavo incrociato.... FUJIOKA che era il numero 8 della squadra aveva un servizio tagliato o liscio completamente illeggibile la risposta andava o in rete o fuori direttamente... per intenderci sul livello... Con lui si facevano spesso allenamenti con servizio e terza palla cercando di comprendere come impattava la palla durante il servizio.

Ogni mese si faceva il torneo societario tutti contro tutti e veniva stilata una classifica che rimaneva in bacheca per tutto il mese cosicchè il presidente e gli allenatori potessero ammirare la mia classifica perenne di numero 9 della squadra.

Altro punto fondamentale che mi hanno insegnato era che a tutti i tornei a cui partecipavo dovevo indicare all'allenatore, dopo aver guardato la racchetta dell'avversario ed aver fatto scambio diritto e rovescio ed alcuni top spin, secondo me che tipo di giocatore andavo da li a breve ad incontrare (es. più attaccante o più difensore, più potenza o più sensibilità etc). Figuratevi! almeno per 4-5 mesi non ci ho mai preso!



 
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