La Nascita delle Vetrificate Omologate Stampa E-mail
Scritto da mago   
domenica 08 aprile 2007

Dopo aver giocato con buon successo qualche tempo con la feint, non soddisfatto della passività cui la gomma mi costringeva, incominciai ad usare una superanti nera da una parte e una 729 nera con gommapiuma blu dall'altra. Fu una scelta felice, perchè l'avversario spesso  non capiva con che gomma colpivo e la gomma cinese dava molto taglio, contrariamente all'antispin che non ne dava quasi nulla, creando quindi una differenza di effetti che confondeva molti avversari. Alla fine degli anni '80, riprovai con la feint vincendo qualche torneo terza e arrivando anche nei primi otto di un assoluto con vittorie su Manneschi, Giardina, Nannoni e altri.

Ad un certo punto il signor Tony Hold decise di prendere una TSP Curl P-1 e di vetrificarne la superficie. Fu una vera rivoluzione, pari se non superiore a quella che era successa con l'invenzione della antitop (del resto sempre del buon Hold). Le palline erano diventate micidiali, tagli pazzeschi, spinte paurose e zigzag terribili, ma pericolose spesso anche per chi le usava, in quanto dififficilmente controllabili. Tuttavia ebbero poca vita: Tony Hold aveva vertrificato arbitrariamente una gomma nata e approvata con "grip", quindi il suo trattamento risultava illegale ed andava ad alterare una gomma approvata con caratteristiche diverse; quello che in seguito ci faceva lui, la rendeva quasi un'altra gomma di caratteristiche non sottoposte a visione e ad approvazione. Venne quindi proibita.

Dopo qualche tempo, le grandi ditte, che si erano rese conto del grosso businness delle vetrificate che potevano essere vendute al doppio del prezzo di una puntinata normale, fecero pressione sugli organi competenti; quando la proposta viene da interlocutori del genere, che hanno peso economico e politico, anche certi discorsi di spettacolarità del tennistavolo cadono; fu così che si ricominciò a vendere le vetrificate e più di prima, poichè ogni ditta o quasi, produsse il suo "modello", non prima di averlo fatto approvare dell' ITTF.

Da quel momento, cioè una decina di anni fa, c'è stata una costante disapprovazione da parte dei giocatori che usano le lisce, che vedono con apprensione e fastidio una gomma che, all'inizio, faceva davvero paura in quanto sconosciuta, atipica nelle sue caratteristiche, che produce effetti "a specchio" a cui bisogna molto adattarsi. Ovviamente la prima reazione di fronte allo... sconosciuto è il timore, in questo caso di trovarsi in situazioni irrisolvibili e condannati a sbagliare senza neanche capire perchè. In questi casi, si cerca spesso, la soluzione più semplice, cioè eliminare il nemico, l'arma ignota che sembra invincibile invece di tentare di trovare una soluzione.

In fondo si tratta solo di una gomma che, pur inusuale, deve avere certe caratteristiche che devono essere certamente capite, altrimenti non ci può essere partita, ma che comunque basta affrontare e imparare a conoscere nelle sue particolarità, il che è alla portata di tutti. Non può essere una cosa che richiede un genio per essere capita, sapere cosa fa un pezzo di gomma con puntini lunghi che si piegano e sopra sono scivolosi. Tuttavia, ancora oggi, ma direi solo da chi ancora... non ci "prende", ci sono lamenti; il rifiuto di adattarsi e di faticare ad imparare il gioco contro le vetrificate, porta addirittura a crociate per lo spettacolo nel tennistavolo.

Siamo d'accordo che il gioco a muretto non è bellissimo, senza dubbio; è anche vero, però, che più sono le sfaccettature del nostro amato sport è più lo si rende vario ed interessante. Solo hardbat, solo vetrificate, solo puntini corti o anche solo difese classiche o attaccanti puri renderebbero il tennistavolo noioso, alla lunga. E poi, diciamo la verità, tanti "puristi" che si preoccupano per la bellezza del tennistavolo e per gli spettatori, sanno benissimo che neanche in A2 spesso ci sono spettatori, che i puntinari più di tanto in alto non vanno (almeno non arrivano dove c'è la TV...) e che loro stessi, se potessero vincere usando le gomme delle automobili, lo farebbero. Inoltre queste gomme aiutano i vecchietti consentendo di giocare senza tanto movimento, facendoli restare nell'ambiente del tennistavolo avanti, a dare il loro contributo nelle società facendo crescere i giovani, impegnandosi in cariche utili e apportando, a volte, anche sponsor.

Eric Schuster

 
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