Erich Schuster e i Puntini lunghi Stampa E-mail
Scritto da mago   
venerdì 30 marzo 2007

Salve ragazzi/e,

vi racconterò qualcosa sui puntini lunghi, se vi fa piacere. Nei prossimi articoli andrò a delineare un po' di tecnica e tattica che, ovviamente, non sostituiscono nè l'allenamento nè la spiegazione diretta, con dimostrazione pratica.

Questo articolo lo considero, in qualche modo, di presentazione e spiegazione. Tanta gente mi ha chiesto come mi è venuta in mente l'idea tanti anni fa (almeno 25...) di incollare una puntinata lunga sul rovescio. Beh, diciamo che allora le puntinate vetrificate non esistevano e anche delle lunghe c'era pochissima scelta: mi ricordo la Feint "normale" OX, seguita dalla long, la Grass della Tibhar e la Phantom della Yasaka; erano obiettivamente ben poca cosa come pericolosità, rispetto a quello che sarebbe venuto in seguito, in primis la più pericolosa in assoluto: TSP Curl p-1 trattata da Tony Hold, con i puntini lunghissimi e sottili. 

Ritornato in Italia dopo tanti anni, ho visto moltissimi proseliti del mio gioco che mi chiedono consigli e mi sono in qualche modo grati per aver trovato un gioco che consente anche di avere qualche soddisfazione a chi non ha avuto la fortuna di avere un allenatore cinese e ha problemi tecnici o di età. Altri, ovviamente, odiano con passione questo tipo di gioco, almeno fino a che non ci cominciano a capire e dopo diventa forse più facile che contro un attaccante, purtroppo.

Tutto sommato, pur ammettendo che non è un gioco bellissimo ha almeno, di positivo, che rappresenta comunque una variante, una diversità che rende il gioco più stimolante e, quando si è capito il meccanismo, si riesce a giocare contro questi bloccatori, con la tattica adatta, come contro un qualsiasi altro tipo di gioco, anzi  in più allenerete il cervello a lavorare molto e rapidamente, poichè ogni pallina ritorna differente e bisogna reagire e pensare velocemente. In più, grazie a questo gioco, si consente a qualche vecchietto di rimanere un po' competitivo e continuare a giocare, cosa senz'altro utile per qualsiasi squadra dove le persone anziane svolgono spesso ruoli importanti.

Devo dire che il primo esperimento con la Feint è stato casuale, o quasi... si andava a Napoli per i Campionati italiani in un treno zeppo, con le borse una sopra all'altra; arrivato in palestra trovai la racchetta con due liscie rotta. Usai allora quella di riserva, una Arcofalc (quella: due racchette, retina e pallina in scatola) con una sriver e una feint, arrivando inaspettatamente negli otto dei terza. Pensai allora che era un ottimo sistema per mettere in difficoltà gli avversari, muoversi un po' di meno e compensare difetti tecnici. Così continuai... e in seguito si sà... mentre ero all'estero ci fu una proliferazione di vetrificate anche trattate in casa, allargate, ammorbidite, cucinate... la fantasia italiana. In Germania è stato impossible adottare certi sistemi casalinghi perchè, da teutonici, controllavano sempre con un'originale, almeno nelle categorie superiori. Ora si dice le elimineranno o, se non altro, ridurranno la scivolosità... si dovranno ovviamente trovare adattamenti tecnici e tattici, probabilmente improntati ad una maggiore agressività, in quanto il taglio di ritorno non sarà più così pericoloso. Staremo a vedere.

Erich Schuster

 
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